Quando una donna nel periodo del peripartum manifesta sintomi ansiosi e depressivi che non tendono a risolversi spontaneamente e che incidono in modo significativo sul suo benessere e sulla qualità della vita, può essere necessario intraprendere un percorso di cura e rivolgersi ad uno specialista.

 

I trattamenti di cui una donna può beneficiare, quando manifesta sintomi psichiatrici durante la gravidanza o il post-partum, sono molteplici e vanno selezionati in base alla gravità e alle caratteristiche del quadro psicopatologico.

Nei casi in cui prevalgano lievi sintomi, quali difficoltà nel dormire e/o stati d’ansia transitori che influenzano meno significativamente la qualità della vita della donna, si può far ricorso a tecniche di rilassamento, meditazione e yoga.

Se la sintomatologia è più significativa e persistente è opportuno intraprendere un percorso di psicoterapia. Gli approcci attualmente più accreditati per la psicopatologia perinatale sono la terapia cognitivo-comportamentale e quella familiare

Oltre alle psicoterapie strutturate sono oggi disponibili vari interventi psicosociali, utili a migliorare il disagio psicologico nel peripartum. Tra questi, nei casi in cui sia centrale il ruolo dei membri della famiglia, può essere utile un intervento familiari come la psicoeducazione, che si occupa di fornire informazioni riguardo la patologia e la sua cura e nel contempo assicura l’apprendimento di migliori abilità di comunicazione e di strategie di problem-solving.

In alcune situazioni, ad esempio se la sintomatologia è particolarmente grave o se gli interventi psicologici necessitano di un’integrazione, è necessario intraprendere un trattamento farmacologico. Attualmente esistono in commercio molti farmaci considerati sicuri, che non presentano significative controindicazioni durante la gravidanza e l’allattamento. Le classi di farmaci più comunemente usati sono gli antidepressivi, ed in particolare quelli appartenenti alla famiglia degli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli antipsicotici (seconda generazione) e le benzodiazepine.

 

Quando rivolgersi ad uno specialista per la cura della Depressione Peripartum?

L’identificazione di una depressione perinatale risulta non sempre facile dal momento che le donne sono spesso spaventate nell’esprimere i propri sentimenti in un periodo che, nell’immaginario comune, è considerato un momento di gioia e felicità.

Individuare i primi segnali di una depressione peripartum è, tuttavia, importante per intervenire precocemente, prevenire la cronicizzazione del disturbo e migliorare l’esito delle cure.

La valutazione di un disturbo dell’umore in gravidanza è complessa e richiede strumenti psicometrici specifici. Tuttavia, negli ultimi anni, sono stati messi a punto test di facile esecuzione, allo scopo di facilitare lo screening per la depressione perinatale. Tra questi, le Whooly Questions sono due domande semplici che riescono ad identificare il rischio di Depressione Peripartum in oltre il 90% dei casi.

Se pensa di potere avere un disturbo dell’umore correlato alla gravidanza, risponda a queste due domande:

“Durante l’ultimo mese si è sentita spesso giù di morale,
depressa o senza speranze?”

“Durante l’ultimo mese ha provato spesso poco interesse
o piacere nel fare le cose?”

Nel caso in cui abbia risposto ad entrambe le domande con un NO,
la diagnosi di depressione sembra meno probabile al momento.
È comunque utile contattare il medico di fiducia per approfondire la valutazione con ulteriori test.

Se invece ha risposto di SI, anche solo a una delle due domande, le sue risposte sembrano
suggerire la presenza di una condizione psicologica che può richiede l’intervento di uno specialista
La invitiamo a rivolgersi al suo medico di fiducia e a visitare l’area contatti del sito
per trovare uno specialista nelle sue vicinanze.


Nel mentre compili questo questionario e lo mostri al suo medico di fiducia.